giovedì 11 maggio 2017

Play, Stop. Canc. Rec.

Capita spesso di avere delle visioni in background.
Situazioni già viste, frasi già sentite, persone che riconosci alla prima frase della conversazione.

Ne ho parecchi di déjà vu.

Oggi ho avuto la sfiga di fare parte di un discorso madre figlia.
Sono stata usata come metro di paragone per una vita, a dire loro, poco accettabile.


"Vuoi ridurti a fare il lavoro della signorina?"
Perché, signora, anche lei, che ha contro il mio lavoro?
Cos'hanno di sbagliato i miei sudati pochi euro mensili?
In cosa ci si riduce a fare la vita che faccio io?

Dietro a quel camice bianco, signora, c'è una donna.
Una donna di cui ne lei ne nessuno sa niente.

Convivo, sto costruendo la mia famiglia, ho una casa che mantengo, 5 figli pelosi che fanno una vita piu che dignitosa.
A cosa mi sono ridotta??? ALL'INDIPENDENZA?
Che brutto eh?

Ci avevo fatto il callo ad essere umiliata così, in ambito lavorativo, a sentirmi trattata come l'ultima ruota del carro che aveva bisogno di qualcuno accanto che guadagnasse migliaia di euro con un lavoro di GRAN CLASSE, per poter essere almeno considerata degna.

Ci avevo fatto l'abitudine a sentirmi di basso livello coi miei pochi euro, a sentirmi considerata bisognosa di una vita diversa, a essere trattata come una poveraccia.

Fino a che non ho iniziato a vivere sul serio.

Fino a che i miei pochi spiccioli non mi hanno fatta prima vivere da sola e poi con l'uomo che ho intenzione di sposare.

Fino a che il mio misero stipendio mi ha permesso di comprare la sala nuova e, per sfizio e solo per sfizio, altri ninnoli del tutto inutili ma che a me e al mio compagno ha fatto piacere acquistare.

Fino a che non ho visto i miei progetti realizzarsi PER DAVVERO, dove nessuno mi accusava di essere un peso morto, un impedimento. Fino a che qualcuno mi ha presa per mano e mi ha indirizzata con calma verso quella che sarà la mia vita.

I miei pochi euro al mese non sono più solo miei.
Sono della mia famiglia. MIA.

Avrei voluto rispondere, a quella donna .
Avrei voluto dirle che "ridursi" a fare il mio lavoro da la possibilità, insieme ad un "povero benzinaio" di costruirsi un futuro.
Che due lavori umili ci stanno permettendo di vivere da soli, senza bisogno dei soldi di mamma o papà.
Che due lavoracci di due "falliti" lavorativamente parlando  permettono ad una FAMIGLIA ( perchè si, questo siamo e stiamo diventando) di vivere dignitosamente.

E che vorrei vedere la sua amata figliola, tra qualche anno.

Vorrei vedere se ha raggiunto gli obiettivi che ho raggiunto io senza avere alle spalle una famiglia che le assecondasse ogni capriccio.

Vorrei davvero vedere, tra qualche anno, se ha trovato un lavoro d'élite.

I miei Déjà Vu non sbagliano, signora.

Non sbaglieranno nemmeno questa volta.

IO SONO FELICE, sono una donna completa ( o quasi ) ed è tutto per merito MIO e del mio "schifoso lavoro da terza classe del Titanic".

Alcuni lavori servono a riempire la bocca di chi non ha niente da dire ne sa come stare al mondo.

E noi, qui, non abbiamo bisogno di una copertura per fingere di essere qualcuno.
Noi.

Voi?



martedì 6 dicembre 2016

NON MI CREDERE

Sono quella sbagliata io che fa a pugni con sè e  per questo che a modo mio vieni prima di me.
Hai raccolto i miei pezzi tra mille passati guardando giù...
Ho imparato che dopo un abbraccio sono tutte parole in più...


Se ti dico che non tremo quando sei vicino a me…Non mi credere, non mi credere!
Quando scappo, quando grido che per te non piangerei...Non mi credere, non mi credere, non lo fare mai..

Sono un’anima esplosa io e la pace non ho.
So ferire o resistere ma non so dirti no.
Ho sprecato promesse, rubato carezze, pensando a me. Tu sei il bene più grande,oltre a te io non ho più da perdere.
Se ti dico che non tremo quando sei vicino a me…Non mi credere, non mi credere!
Quando scappo, quando grido che per te non piangerei...Non mi credere, non mi credere,...non lo fare.


Scordati quello che ho detto.  L’amore perfetto è silenzio.
Non mi credere, non mi credere.
Quando scappo, quando grido che per te non piangerei...Non mi credere, non mi credere, non lo fare mai.

mercoledì 23 novembre 2016

hai bisogno della luce solo quando si sta spegnendo

Ho trovato la tua busta, nella mia cassetta della posta oggi.
Il fatto che tu sia stato qui, sotto casa mia, sinceramente, mi inquieta.

Si, la foto è bella, grazie.
Quelli raffigurati eravamo noi... quando? UN ANNO FA? si, all'incirca.

Sono cambiate tante cose in un anno, le hai fatte cambiare tu.
Ho provato a sopportare e a dimenticare ma quegli occhi non mi dicevano più niente. E non mi dicono niente nemmeno adesso.

Ormai è tardi, hai rovinato tutto.

La foto è bella, grazie.
Le parole che hai scritto dietro, invece, le trovo vuote.

Come tutte quelle che mi hai detto.
Come tutto quello che hai fatto.
Come tutto quello che dovevi fare.

Hai preferito lei a me.
Hai preferito così.
Ho solo deciso io per tutti e due. Anzi, tutti e tre visto che non sei stato in grado nemmeno di fare questo.

Cosa me ne faccio io, di un uomo che mi abbandona?
In quel modo?
Cosa me ne faccio io delle bugie, delle menzogne, delle falsità che uscivano dalla tua bocca?
Cosa me ne faccio io di un futuro non concreto?
Cosa me ne faccio io?

Mi hai tradita, moralmente piu che fisicamente.
Mi hai messa da parte mentre guardandomi negli occhi promettevi di non farlo.
Che ero io, esagerata.
Che le mie erano paturnie.
Che dovevo stare tranquilla.

Cosa me ne faccio io, di chi ti guarda negli occhi solo per poter distrarre lo sguardo dal coltello che ti ha appena piantato nel fianco?

Se ti odio? No. Non ti odio.
Sono talmente delusa, anzi ERO, che non riesco nemmeno a provare un sentimento così facile come può essere l'odio.

Sai e sapevi così tante cose di me e sei stato abile nell'usarmele contro alla prima, mi auguro, occasione. Questa io  la chiamo "tattica di guerra", quella guerra fredda che hai iniziato tu e che io ho semplicemente vinto abbandonandoti li, a combattere da solo contro quei demoni che hai cercato di scagliarmi contro.

Ma sai una cosa? Non mi importa più.
Mi sono leccata le ferite e sto andando avanti a testa alta per quella che sarà la MIA vita.

Grazie per la foto, comunque.
Il bianco e nero mi è sempre piaciuto.

Ti auguro il meglio,  non perchè lo meriti tu... ma perchè lo merito io.



lunedì 7 novembre 2016

Let's go, again.

Hai presente quando, dopo una magnifica festa, resti da sola a casa tua?

Quando anche l'ultimo ospite ti ha augurato la buona notte e tu, chiudendo la porta alle sue spalle, ti giri verso il salone guardando ciò che rimasto con te.
Nessuno.
Solo bicchieri usati, piatti,briciole, qualche avanzo, bottiglie, carta e uno stereo che ancora pensa di essere utile.

Adesso è come se fossi seduta sul divano, bevendo l'ultimo goccio di birra da una bottiglia che non è stata svuotata solo perchè scelta per ultima.

Sono da sola.

E per di più con tutta la mia casa da pulire.


Vi siete divertiti tutti, ma alla fine resto sempre qui a pulire lo schifo che mi lasciate.

Pulirò.

Ma la prossima volta, se mai ci sarà, ci si vede fuori. 

venerdì 30 ottobre 2015

Volare, oh oh. Cantare, oh oh oh oh.

Intrappolata in un mondo di bugie tessute apposta per evitare di farmi uscire da questo assiduo e assordante labirinto mentale.

Mi sento come in una enorme palla di vetro, una di quelle di natale con dentro il pupazzetto di neve. Ecco, il pupazzetto sono io. E senza neve.
Sono dentro questa palla a vedere il mondo rotolando, e non perchè io sia grassa, non questa volta. E' la palla, che rotola. E io osservo solo. Osservo il mondo che mi sta a poco a poco sfuggendo di mano. Lo guardo, e ho smesso quasi di capirlo. Perchè diamine io dovrei capire gli altri, se agli altri di me non importa un accidente?????
Beh. Parlo facile.
Non ho la piu pallida idea di cosa dovrei farne di me stessa.

E così, nell'attesa, rotolo, cercando di captare altre prospettive.
Magari a testa in giù sembri diverso.
Magari di lato sparisce il tuo sguardo triste.
Magari in diagonale, la linea della tua bocca torna a sembrare sorridere spontaneamente.

Rotoliamo. E speriamo che prima o poi, un muro mi fermi e mi faccia tornare a sentire i raggi del sole direttamente sul mio viso.



martedì 15 settembre 2015

La follia. Anche quella di Mozart

Si può vivere di ansia?
Si respira l'odio?
Si mangia la vendetta?
Si.
Si,si può.
Semplicemente essendo.
Quando finisci di ridere inizi a riempirti di nero.
Il nero silenzioso.
Quel nero assordante,il nero buio,il nero di fumo.
E poi fumano tutti:lui,lei,quello li,io.
No io no. Ma il mio cuore si.
E forse é per il fumo che il cervello  non ci vede bene.
Abitare ai piani alti non é poi cosi bello.
Per quello scendiamo,a volte.
Perché da sotto le cose piccole ci sembrano grandi.
E a volte,sempre a volte,preferiamo vederle cosi.

sabato 1 agosto 2015

ma alla fine... io chi?


è questa la donna che voglio essere?
Io, che son sempre stata spensierata,un clown,una buffona per eccellenza, quella dalla risata facile... in cosa mi sto trasformando?
Da protagonista di una commediucola del venerdì sera giusto per passare il tempo con una birra fredda mi trovo a vivere una lunghissima puntata su foxcrime con il mio ormai odiato Gibbs.

Mi sto trasformando in una poliziotta di prim'ordine, ad osservare i dettagli, a sfruttare al massimo la mia memoria fotografica per ogni cosa che riguarda la tua vita, a cercare indizi, stolkerizzando e facendo deduzioni che rimangono senza alcuna prova, misurando ogni parola ed ogni singolo momento cercando di scorgene la menzogna o il dettaglio che ti incastra.

E' questa che voglio essere? E' questa che sono davvero?

No. Non sono una Leroy Jethro Gibbs io. Non lo sono mai stata, nonostante le mie magnifiche ed innate capacità investigative....Non voglio esserlo.
Dovrei imparare a guardarmi allo specchio. A guardarmici davvero. A riflettere su cio' che voglio e cio' che merito.

Non sono più quel pagliaccio che ride davanti alla vita giusto per non pensarci.
Vado alla ricerca di parole di conforto da parte di sconosciuti sul web, ascoltando i loro videosfoghi o leggendo le loro disavventure su qualche forum adolescenziale e sfruttare al meglio le risposte degli altri. Sconosciuti anch'essi ma che sanno cosa si prova.

Sono arrivata al punto che mi conosola il fatto di non essere l'unica 007 fallita al mondo e che probabilmente non sarò l'ultima.
Alla fine, io, quel distintivo non lo voglio.





"ehi,ciao! sono io...".
Ma io chi?



lunedì 25 maggio 2015

SONO MORTA, STANOTTE.

Ed eccomi li.
DENTRO quella bara di legno chiaro.
L'hanno già chiusa e la cosa mi ha fatta rimanere un po' male.
Avrei voluto vedermi, dicono che poi allo specchio non ci si riflette più, quindi sarebbe stata l'ultima occasione per vedere il mio corpo e cercare di ricordarlo per l'eternità.
Ma niente, l'hanno già chiusa.
Siamo in chiesa, quindi deduco di essermene andata prima dei miei genitori,sono loro che ci tengono a queste cose. Ma è giusto così, i funerali servono per chi resta, non certo per chi se ne va.
Non so in che chiesa siamo, non riesco a riconoscerla, ma d'altronde non metto piede in un edificio sacro dalla mia cresima quindi potrebbe essere anche la parrocchia sotto casa.

Ho una corona di rose rosa, accompagnate da dei fiorellini cilindrici bianchi. Due papaveri al vetro che svettano.
C'è una coccarda, credo sia viola, ma non ne sono sicura, io sto guardando la scena dall'alto... sembra quasi che io stia dando le spalle al rosone, data la luce colorata e opaca che arriva dalle mie spalle.
Non sento.
NON SENTO NIENTE.
E soprattutto non riesco a vedere nitidamente le persone.
Devo aver perso gli occhiali o probabilmente non mi sono stati messi nella bara, quindi sono condannata ad essere miope tutta la vita. Cioè, tutto quel che resta dopo la vita.

Mi guardo attorno ma non riuscendo a scendere e a muovermi da quel posto chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo.
Odore di rosa, di mughetto e di incenso.

Quando apro gli occhi mi ritrovo a casa di J, la riconosco subito.
Le tapparelle sono abbassate, lasciano entrare una leggera luce solare impolverata dai buchini dimenticati in alto.
Non so quanto tempo sia passato, ma percepisco uno stato di abbandono. Temporaneo? Settimanale? Non lo so.
Entro in sala cercando di percepire il tappeto sotto ai piedi.
PIEDI?
Cavolo, sono scalza!!!!!!
SI SONO DIMENTICATI DI METTERMI LE SCARPE???????
No, impossibile, mia mamma non si sarebbe dimenticata una cosa del genere.
Un paio di ciabatte, almeno, mi avrebbero fatto comodo.

Non sento niente, sotto alle piante dei piedi. NIENTE.
Non il freddo del pavimento, non il morbido del lungo tappeto.
Niente.

Il salone è in penombra, il pianoforte impolverato e i due divani coperti da un telo bianco.
Presumo sia estate, e che quindi la famiglia di J sia al mare... ma J? Lui dov'è?

La sua camera è completamente al buio, vedo a malapena la fine della porta aperta.
No amore, mi spiace, ma se stai dormendo li dentro aspetterò qui che esci.

Ho ancora paura del buio.
Bel paradosso per un morto eh?

Penso a mia mamma. Al suo profumo, al suo viso.
Penso a Gea.
Penso a mio fratello, a mio padre, ai miei zii, ai miei cugini.
Tutti.
Mi vengono in mente TUTTI.

Mi chiedo come sia successo tutto, del perche non riesca a ricordare NIENTE di quel che è successo.
Eppure sono qui.
Ci sono ma non ci sono.
Ma soprattutto.... DOVE SONO??



( mi sono svegliata improvvisamente, non ricordo per quale motivo, forse è suonata la sveglia. Ho scritto tutto appena ho percepito di essermi svegliata per evitare di perdere ogni dettaglio, cosa che stranamente stavolta son riuscita a ricordare quasi perfettamente.... i miei sogni son confusi di solito, tranne stavolta e quando sogno il mio uomo della folla - tra l'altro, perchè non c'era? - Avrò qualcosa da dirmi??? Mi son ricordata qualche dettaglio mentre scrivevo, mi son messa a scrivere SUBITO perche mi ha detto qualcuno che bisogna fare cosi. Adesso, devo solo capire.  )

venerdì 17 aprile 2015

La sai una cosa?

E' che poi inizi a pensare,a pensare, a pensare.
E scopri che l'amore è anche lasciare andare, per quanto ti spaventi.

Perchè si, ragazza, ti sei innamorata troppo tardi.
E adesso stai pensando a cose che mai avresti voluto pensare.

Fatti coraggio.
L'amore ha infinite vie.
E qualche volta tra due persone proprio non puo' andare nonostante entrambi lo vogliano.

Si puo' amare a distanza dal cuore e dalla mente, si puo' amare senza possedersi. Si puo' amare con vite felici da tutt'altra parte.
E si puo' amare sapendo che Lui, chissà dove, sta realizzando il sogno.

Non è questo che significa amare, alla fine? Essere felici. Che ad esserlo non sia tu, passa in secondo piano.


Perdonami se IO non so volare.


venerdì 6 febbraio 2015

Il miracolo della Sindrome di Stendhal. E nient'altro.

Ce l'hai presente quella malattia, o almeno la definiscono così, che ti fa partire il cervello a tal punto da sentirti estraniato per qualche momento dal mondo in cui vivi e ti teletrasporti da tutt'altra parte? Dicono che accade spesso davanti ai quadri e alle opere d'arte, dicono che suscitano così tante emozioni che a livello psicosomatico ti stacchi completamente dalla realtà e ne vivi un'altra.

Sindrome di Stendhal.
E io non ero qui.
No, non c'ero.
Ero lontana.
Da te.
Avevo la scusa per esserlo, e stavo bene.

Certo ero lontana anche da casa, ma poi a casa ci tornavo.
E tu no.
Tu non venivi.
E IO STAVO BENE.

( Non c'eri.)
Come non ci sei adesso.
E devo rendermi conto che non ci sarai più.
Ma mai, mai più.

Devo solo levarmi di dosso lo schifo che ancora mi hai lasciato.
Perchè qualcosa ancora ce l'ho.
E sei riuscito ad incastrarlo bene.

Ma tu non ci sei.


Del passato inizio ad avere nitidi i momenti in cui son stata bene e guarda caso: tu non c'eri.
Il resto è tutto sfuocato.
Te ne stai andando grazie ai sorrisi, alla pazienza,all'affetto e al rispetto che mi stanno dimostrando. Era tutto nuovo per me, pensa un po'.



e  quindi, oltre che a LUI, scritto maiuscolo e per intero... devo un Grazie a DJ ANTOINE.....che stasera Mi ha fatto fare un capitombolo nel passato mentale che mi ha fatto bene.
Il primo capitombolo che non mi ha creato lividi.

STO BENE.
CAZZO SE STO BENE.
NESSUNO, e sottolineo nessuno, deve pagare per te.


E sai cosa c'è? Non mi fai più paura. Perchè TU NON CI SEI MAI STATO.

Non mi fai più paura.
puff.




E solo per me, SOLO ED UNICAMENTE PER ME,alziamo il volume..

We are gonna dance into the sea....All I want is you, you’re ma chérie....Never seen a girl that’s so jolie....All I want is you, you’re ma chérie....Ma chérie, oh oh oh…
FANCULO, adesso si inizia a vivere.
DAVVERO e DEFINITIVAMENTE.




( e a TE : Scusami... avevo solo bisogno di tempo, te l'avevo detto. :D è arrivato. Arrivato davvero. Grazie per essermi stato vicino, nonostante i fantasmi, quelli veri, quelli mentali. Certo... "Fiducia"  e "Amare",  non so ancora cosa vogliono dire davvero...so solo che mi insegnerai tutto tu.. ed io sono pronta ad imparare.   )







domenica 18 gennaio 2015

Questa mania di dedicare canzoni. Non la sopporto.

E non la capirò mai.
Dedicate canzoni che qualcuno che nemmeno conoscete ha scritto per chissá chi o per chissá cosa, magari solo perché doveva, perché era giusto così.

E voi dedicate parole inventate, o assemblate da chichessia, a persone reali,che conoscete, che esistono, che hanno a che fare con voi.

Perché?
Perché non prendete carta e penna e scrivete un biglietto con tutto quello che pensate? Anche sgrammaticato, cancellato,scarabocchiato,stropicciato da una tasca del jeans e macchiato del caffé che avete bevuto prima di correre da lei (o lui) ... sarebbe,é!,qualcosa di SOLO vostro, di vero, che avete pensato appositamente per QUELLA persona,perché davvero pensavate a lei (lui) mentre avevate un foglio bianco sotto gli occhi, perche il braccio, come dico da sempre, fa solo in modo che il cervello riesca a capire il cuore attraverso la vista.

Non dedicate canzoni, magari che gia avete dedicato perche "tantononloverrámaiasapere" o "l'altravoltahosbagliatopersona,tuseiquellagiusta", perche in ogni caso state facendo un grosso errore.

Se voglio lanciarmi da un aereo col paracadute lo faccio e basta.
Se mandassi Tizio a lanciarsi per me mentre  sento tutto nell'auricolare, in realtá io non ho assolutamente fatto ciò che desideravo,anche se mentalmente ero li, ho sentito,visto e pensato a quell'attimo.

É la stessa cosa.

Se dedico una canzone, anche la piu bella che Caio abbia mai scritto, ad una persona, in realtá sto solo dicendo che quello che mi fa provare lei lo ha provato Caio (forse, si spera) e gli innumerevoli fans,per lo più superficiali, che ascoltano e dedicano quella canzone a loro volta ad innumerevoli altre persone.

Tu non mi fai provare le cose che provano tutti,perche se fosse cosi tu o un altro al posto tuo sarebbe uguale.
Tu non mi fai provare qualcosa di facile da scrivere, figurati da cantare!
Tu non sei quello che tutti cantano.
Tu sei diverso.
Tu non sei da dedica mondiale, tu non sei colui per il quale Caio ha scritto quella canzone.
Tu non ci assomigli per niente.
Perché non sei uguale a nessuno.
Perché meriti qualcosa di unico, qualcosa di TUO, qualcosa di nostro.

Non capirò mai cosa si prova a dedicare qualcosa scritto dal cuore di qualcun'altro...
Mai.

domenica 28 settembre 2014

Ho sempre odiato i treni...

...partono lenti lenti,quasi a lasciarti il tempo di pensare a cosa,o chi, stai lasciando.

Sembrano dirti "guarda,ricordalo bene questo momento,memorizzalo, che adesso sfrecciamo verso la meta e non ne saprai piu niente di tutto ciò.... "

Li ho sempre odiati io,i treni.

Forse lasciavo a terra qualcosa di piu importante della meta.

O probabilmente,la meta non valeva quel viaggio.

Adesso non mi interessa affatto come partono,ma adoro che rallentano molto prima di fermarsi e farti scendere.

"Guarda dove sei arrivata,Milena. Memorizzalo. Adesso vivilo."
E si aprono le porte sulla banchina della tua nuova vita.